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Capodanno alternativo ed economico a Madrid con i giovani di tutto il mondo

Capodanno alternativo ed economico a Madrid con i giovani di tutto il mondo

25 Novembre 2018

NATALE 2018 e CAPODANNO 2019: Taizé, come ogni anno organizza ed anima un “incontro europeo” in una delle principali città di Europa, come Parigi, Varsavia, Londra, Bruxelles, Roma, Budapest, Ginevra, Barcellona …Da tutta l’Europa e altri continenti, decine di migliaia di giovani partecipano a questa tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra. Vuoi partecipare anche TU?

 

Per informazioni, sul sito di Taizé.

 

 

LA FESTA DEL PANE 2017

8 Maggio 2017

Anche quest’anno, sabato 20 maggio, a partire dalle ore 15,30, si svolgerà “LA FESTA DEL PANE”, organizzata dalla Caritas del decanato di Turro, nella parrocchia di S. Giovanni Crisostomo, in Via Padova 116.
Siamo alla terza edizione e il tema di fondo quest’anno sarà l’ospitalità.
“Dalle famiglie del mondo il pane dell’ospitalità” sarà infatti lo slogan che caratterizzerà quest’anno la festa.
In una atmosfera di condivisione e di amicizia e attorno al profumo del pane, le famiglie dei diversi paesi che abitano nel quartiere si ritroveranno insieme per un racconto reciproco di storie di vita, di tradizioni, di culture, di saggezze antiche.
La Festa del Pane nasce dalla convinzione che siamo tutti compagni di viaggio verso una casa dove è possibile avere il pane essenziale del bene, dell’accoglienza, della condivisione, dell’ospitalità. Essa vuole esprimere il desiderio che le nostre famiglie diventino luoghi dove si condivide il pane della dignità umana, che le nostre case diventino spazi di accoglienza, che la nostra città diventi la casa del pane per tutti.
Come per le passate edizioni, verranno allestiti degli stand dove le famiglie dei vari paesi presenteranno il loro pane. Le persone presenti potranno assaggiarlo e colloquiare con chi ha fatto il pane, per conoscere come è stato fatto e quali sono gli usi e le abitudini di quel paese relative al pane.
Il tema dell’ospitalità verrà sottolineato da una serie di cartelloni che aiuteranno a comprendere il senso e il significato profondo di questa parola; inoltre ci saranno anche un paio di testimonianze di famiglie non italiane che racconteranno cosa vuol dire per loro l’ospitalità: come la vive la gente del loro paese, come l’hanno vissuta loro arrivando qui e come l’hanno vista interpretata dal paese che li ha accolti.
Una iniziativa che vuole creare occasioni di incontro, condivisione, accoglienza, solidarietà, recuperando cultura e tradizioni e generando umanità.
Download “volantinoA5x2.pdf” volantinoA5x2.pdf – Scaricato 1025 volte – 1,08 MB

L’arcivescovo Scola sui fatti di Parigi

20 Novembre 2015

Scola: «La preghiera è la risposta più preziosa e immediata alle violenze del mondo»
D: I cittadini europei cosa possono fare per combattere la violenza nel mondo?
R: Anzitutto, partirei proprio da ciò che abbiamo fatto con il gesto di preghiera. E’ illusorio, cioè, pensare che ci sia un cambiamento che non incominci da ciascuno di noi ed è illusorio pensare che ci sia un cambiamento se questo cambiamento non è da subito, ma viene rinviato a domani, al dopo.
D: Intanto l’Occidente pubblica vignette mentre in Africa gruppi islamisti bruciano le chiese: c’è un limite alla libertà di satira?
R: Senza volere in nessun modo sminuire l’atrocità inaccettabile di ciò che è successo a Parigi, tuttavia dobbiamo legare in termini costruttivi la libertà espressiva, da una parte, alla libertà di coscienza, ma dall’altra parte anche al bisogno della vita buona che oggi non può non essere intesa in termini globalizzati. Quindi, l’invito, secondo me molto preciso, alla prudenza che ha fatto il Santo Padre è importante, dove la prudenza non va intesa come uno “stare indietro” ma, come diceva San Tommaso, come il cocchiere di tutte le altre virtù. Bisogna sempre avere l’intelligenza di misurare il rischio di violare il diritto altrui e mi pare che il diritto al rispetto del proprio credo non possa essere sottovalutato.
D: Oltre alla satira contro Maometto, spesso troviamo satira molto dura anche con i cristiani: nel giornale satirico francese Charlie Hebdo troviamo vignette con scene sessuali sulla Trinità. I cristiani, però, stanno zitti: perché?
R: Questo è un problema di fondamentale importanza, che la questione della satira mette in evidenza come la punta di un iceberg, ma è un problema che riguarda tutto il cristianesimo in Europa. Non a caso, già da tempo in molti diciamo che siamo, come cittadini europei, stanchi, affaticati. Ma lo siamo anche come cristiani. Il problema è quello di ripartire dalla testimonianza intesa in senso integrale: non solo come buon esempio, ma come modo di conoscenza della realtà e quindi come modo di comunicazione della verità. Bisogna che il cristiano, le famiglie cristiane, le associazioni, i movimenti laicali, le parrocchie, le nostre Chiese europee, le diocesi, mobilitino tutti a raccontare, a narrare con spontaneità la bellezza e la verità e la bontà della sequela di Cristo. Poi, evidentemente, in una società plurale abbiamo anche il dovere di dire come certe grandi istituzioni dovrebbero essere concepite per una vita buona. Per esempio, abbiamo una certa idea della famiglia ed è giusto, in una società in cui ci sono visioni diverse, esporla anche pubblicamente, con i mezzi appropriati, tendendo al massimo riconoscimento possibile, in modo che il legislatore sia aiutato a rispettare realmente le intenzioni profonde del popolo.
D: Card. Scola, sul piano più umano come si può perdonare una fede quando mi offende come cristiano?
R: Dobbiamo intenderci sulla parola “perdono”: il perdono è un lavoro che lascia operare la misericordia di Dio nel nostro cuore e nella nostra mente e nella nostra azione. In concreto, credo che di fronte al grande cambiamento che è in atto nell’islam – come ogni giorno posso imparare dal Centro Studi “Oasis” a cui, con amici di tutto il mondo, abbiamo dato vita 14 anni fa, questi grandi cambiamenti hanno bisogno di conoscenza. Sono molto colpito dal fatto che fino a poco tempo fa non c’era in Occidente un desiderio di conoscenza dell’islam. Mancava forse la premessa per una comprensione di questi fenomeni e per una conseguente azione.
D: Sul fronte sociale, però, il laicato cattolico in Italia, ma anche in Europa, sembra in difficoltà, addirittura scomparso dal dibattito culturale e politico della dottrina sociale…
R: Effettivamente, con la crisi, per stare all’Italia, del cosiddetto “cattolicesimo politico” – crisi che non possiamo ovviamente qui analizzare – realmente si è aperta una gravissima lacuna e questo deve mettere in moto un processo di educazione integrale, di tutti i fedeli, in particolar modo dei fedeli laici, perché assumano tutte le loro responsabilità all’interno di quel quotidiano che una volta si chiamava “il secolo” e oggi si può chiamare “la storia”. I cristiani intendono condividere l’esperienza che l’incontro con Gesù e la vita con Lui nella comunità cristiana rende possibile un modo “conveniente” di amare e generare, di lavorare e di riposare, di educare, di condividere gioie e dolori, di assumere la storia, di accompagnare e prendersi cura della fragilità, di promuovere la libertà e la giustizia.

Festa Ingresso Nuovo Parroco Don Felice – 17 Novembre 2013

17 Novembre 2013

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